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Questionario FACCIAMO I CONTI

Movimento Consumatori
e Camera di Commercio di Venezia propongono il


QUESTIONARIO 
"FACCIAMO I CONTI"
Indagine sulle conoscenze 
sulle tematiche del credito

Il cittadino consumatore, per far fronte alle necessità quotidiane, è costretto a far ricorso al mercato creditizio, cioè a contrarre debiti con Banche o Finanziarie. Questo comporta un effetto “domino”: la famiglia si trova a dover sostenere anche il costo degli interessi passivi, arrivare alla fine del mese diventa così ancora più difficile.

Il mercato del credito al consumo sta conoscendo un momento di grande espansione, in Italia come in Europa, con picchi di crescita soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Gli italiani, al pari dei cittadini Usa e dei paesi in Europa, sempre più diffusamente seguono una linea di costante indebitamento. In un quadro così complesso, è sempre più importante restare aggiornati, in modo tale da sfruttare appieno le opportunità del 
credito al consumo, evitarne gli svantaggi e più semplicemente approfondire la conoscenza di una parte determinante della società odierna.

E’ necessario, dunque, imparare a gestire il bilancio familiare in modo che si crei un paracadute utile a fronteggiare casi inaspettati come malattia, spese impreviste, o come ci ha insegnato la crisi degli ultimi mesi, la perdita del posto di lavoro. Trovare il denaro necessario per acquistare le cose desiderate, siano esse necessarie o superflue, è un problema di tutti, in ogni momento della vita: tema centrale del questionario che presentiamo è dunque la ricerca/conoscenza delle strategie per approcciare il credito al consumo, un prestito finanziario destinato all’acquisto di un bene, durevole o non durevole, concesso al cliente da una banca, da una società finanziaria o da un negozio convenzionato con un intermediario finanziario.

L’obiettivo di fondo che induce a favorire il miglioramento della cultura finanziaria consiste nella convinzione che, creando una domanda per prodotti finanziari adeguata rispetto alle proprie necessità, i consumatori consapevoli, oltre ad effettuare scelte migliori per loro stessi, incoraggino pure gli intermediari a sviluppare nuovi prodotti e servizi, con la conseguente crescita di innovazione e il miglioramento della qualità e dell’efficienza.

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Unicredit Consumer Day, rinnovata collaborazione con i Consumatori

Unicredit Consumer Day, rinnovata la collaborazione con i Consumatori

Attraverso il nuovo Accordo Quadro (2012-2014) UniCredit e 12 Associazioni dei Consumatori hanno rinnovato il loro impegno ad occuparsi congiuntamente dei temi legati alla trasparenza e alla semplificazione, all’educazione finanziaria, all’inclusione finanziaria nei territori e alla conciliazione paritetica, attraverso le attività  svolte in 4 cantieri di lavoro permanenti

Attraverso il nuovo Accordo Quadro (2012-2014) UniCredit e 12 Associazioni dei Consumatori hanno rinnovato il loro impegno ad occuparsi congiuntamente dei temi legati alla trasparenza e alla semplificazione, all’educazione finanziaria, all’inclusione finanziaria nei territori e alla conciliazione paritetica, attraverso le attività  svolte in 4 cantieri di lavoro permanenti.

La collaborazione tra UniCredit e le Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, CittadinazAttiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori,  Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) ha radici lontane: nel 2008 presero il via i primi progetti sperimentali legati all’educazione bancaria e finanziaria per passare in seguito a una fase di consolidamento con l’avvio di 4 cantieri di lavoro permanenti congiunti. Attraverso questi ultimi sono stati raggiunti numerosi risultati alcuni dei quali legati in particolare al tema della trasparenza e della semplificazione: sono stati redatti 5 decaloghi contenenti le informazioni essenziali su come scegliere i prodotti bancari e finanziari di base, sono stati semplificati alcuni contratti sia nel linguaggio che nei contenuti.

“La nostra Banca, assieme alle Associazioni dei Consumatori, in quanto “soggetti responsabili” di un Paese che deve crescere per mezzo di iniziative costruttive, deve mostrare la capacità di creare nuove sinergie volte a orientare positivamente il senso di sfiducia e smarrimento dei consumatori. E’ necessario quindi lavorare insieme per contenere il crescente fenomeno di auto esclusione finanziaria che sta ulteriormente aggravando la condizione delle famiglie. Il senso di smarrimento e sfiducia diffusi è al contempo effetto e concausa della crisi che stiamo vivendo. Ripristinare la fiducia non può essere solo compito principale dello Stato o dell’Europa, anche i singoli cittadini e le rappresentanze devono svolgere un ruolo molto concreto”, ha detto il Direttore Generale, Roberto Nicastro,  nel corso dell’UniCredit Consumer Day, l’evento nazionale che ha fatto da sfondo alla firma del nuovo Accordo Quadro.

 “UniCredit crede fortemente al valore aggiunto che la collaborazione costruttiva con le Associazioni dei Consumatori possa portare ai clienti/consumatori, e sottolineo la forte ’attenzione interna verso le attività ed i risultati conseguiti dai 4 cantieri di lavoro. Il riconoscimento del nostro commitment è tangibile, e infatti, dopo una prima fase progettuale, con la sigla di questo terzo Accordo Quadro, la partnership con le Associazioni è entrata nei processi organizzativi della Banca come attività consolidata e stabile”ha aggiunto Paolo Fiorentino, Vice Direttore Generale.

UniCredit ha confermato inoltre, insieme alle Associazioni, il proprio impegno nel voler essere realmente vicina ai territori anche attraverso la realizzazione degli “UniCredit Territorial Consumer Day”, 10 incontri cui hanno partecipato le figure chiave del territorio di UniCredit e delle AACC per attivare un network di circa 620 referenti locali che rappresentano un ulteriore supporto per  raccogliere le esigenze del territorio e risolvere rapidamente eventuali criticità dei clienti/consumatori.

Fonte: Helpconsumatori - www.helpconsumatori.it
 

Miozzi, MC: "Comune riprenda in mano area ex Umberto I a Mestre"

Miozzi, MC, invita Ca’ Farsetti a non accettare la fideiussione presentata dalla Dng di Trento: “Quegli imprenditori si sono dimostrati  inaffidabili”
“Tempo scaduto, il Comune riprenda in mano l'area dell'Ex Umberto I"
L’ex ospedale può diventare da subito un parcheggio, oppure una zona verde con insediamenti produttivi
 
“Chiediamo all’amministrazione comunale di non accettare nella maniera più assoluta la fideiussione presentata dalla Dng di Trento, società che dovrebbe costruire nell’area dell’ex Umberto Primo”. Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori, torna sulla questione dei progetti dell’ex ospedale, passati ormai nel libro dei sogni.

“E’ evidente a tutti come questo gruppo di imprenditori non abbia dato segnali concreti di affidabilità – attacca Miozzi – da due anni l’ex Umberto Primo è un buco nero, abitato da disperati senza tetto, ricoperto di erbacce, frequentato da topi e scarafaggi. Un luogo di degrado e di sporcizia piazzato non in periferia, non in campagna, ma a qualche decina di metri da piazza Ferretto. Uno scandalo provocato proprio da quegli imprenditori che - seppur hanno cambiato in corsa la proprio capofila - continuano a dimostrarsi incapaci a portare a termine un progetto che, nel corso del tempo, è stato anche ampiamente ridimensionato”.

Il presidente del Movimento Consumatori - che solidarizza con il malcontento di quanti, residenti e commercianti della zona, protestano per lo stato di abbandono in cui versa l’area – torna dunque a chiedere di sfruttare la zona in tutt’altro modo, rifiutando la fideiussione e apprestando subito un nuovo progetto.

“La mia proposta è che l’amministrazione comunale tratti con le banche per entrare in possesso dell’area e avviare subito nuove opere – dice il rappresentante dei consumatori – Credo, per esempio, che sarebbe molto positivo realizzare subito un parcheggio, viste le gravi difficoltà del cantiere di via Andrea Costa. Ma penso che nell’ex ospedale si possano insediare piccole attività commerciali, anche artigianali; si potrebbe realizzare un parco. Insomma, le cose da fare sono molte e possono essere realizzate in tempi molto brevi, a beneficio di tutta la cittadinanza. E’ però necessario togliere subito quell’area dalle mani di imprenditori che si sono dimostrati finora inconcludenti”.
 

Buoni Postali Fruttiferi: Illegittimo rifiuto Poste di riconoscere interessi

Buoni Postali Fruttiferi: Illegittimo il rifiuto di Poste Italiane di riconoscere gli interessi
 
Il Movimento Consumatori ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di risparmiatori che hanno sottoscritto un buono postale fruttifero serie AF: al momento della riscossione, dopo 14 anni, quando la somma investita avrebbe dovuto triplicare, Poste Italiane S.p.A. si rifiuta di corrispondere l’importo riportato sul retro, adducendo errori di stampa o degli impiegati che hanno emesso tali buoni. 
 
Questi buoni postali si caratterizzano per la possibilità di ottenere alla scadenza il doppio (dopo 9 anni e 6 mesi) o il triplo (dopo 14 anni) della somma investita al momento della sottoscrizione.
 
Le segnalazioni pervenute alla nostra sede riferiscono che, nonostante l’evidenza, gli Uffici Postali opporrebbero un netto rifiuto al pagamento dei suddetti titoli qualificandoli come buoni di serie diverse e imponendo così al consumatore una perdita di circa il 20 % della somma da incassare. 
 
Si rende opportuno segnalare che su vicende analoghe la Suprema Corte di Cassazione si è espressa (Cass. SS. UU. n. 13979/2007; Cass. n. 27809/2005), precisando che i buoni devono essere liquidati secondo le condizioni riportate sul titolo sottoscritto.
 
In senso analogo si è pronunciato recentemente anche l’Arbitro Bancario Finanziario, disponendo che la liquidazione degli interessi avvenga in base a quanto previsto nel retro del titolo.
 
Nel caso in cui Poste Italiane S.p.A. dovesse insistere con tale illegittimo comportamento – dichiara la Presidente, Monica Multari – promuoveremo una class action a tutela dei risparmiatori danneggiati.
 
Per informazioni: chiamare il numero verde 800.178.950 (lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 13.30) oppure inviare una mail a verona@movimentoconsumatori.it indicando nell’oggetto: Buoni postali; per fissare subito un appuntamento, chiamare il numero 045.59.52.10 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00). 
 

Buoni Vacanza fasulli. MC annuncia Azione Collettiva

Attenzione ai Buoni Vacanza: Class Action del Movimento Consumatori

Il Movimento Consumatori avverte: “Sedicenti agenzie consegnano buoni vacanza non richiesti e citano i consumatori davanti al Giudice di Pace di Roma”
 


 
Si sono rivolti al Movimento Consumatori molti cittadini “incastrati” da una sedicente agenzia di viaggio, “Agenzia Obiettivo Europa” che ha contattato telefonicamente numerosi cittadini del Veneto e della Lombardia, con la scusa di consegnare buoni vacanza a scopo pubblicitario.
 
In realtà, si tratta di un mero espediente per vincolare i consumatori al pagamento di somme di denaro (da 245 a 400 euro)!
 
L’agenzia, infatti, manda i voucher con lettera raccomandata. Il consumatore li ignora ritenendo che siano appunto a scopo pubblicitario, ma dopo qualche tempo riceve un atto di citazione avanti al Giudice di Pace di Roma, da una società alla quale sono stati ceduti i crediti, in cui si fa valere che tali buoni sono stati espressamente ordinati dal malcapitato.
 
Il Movimento Consumatori si è subito attivato nei confronti dell’agenzia, contestando la validità dell’offerta promozionale, per la violazione di numerose norme del Codice del Consumo e per l’assoluta mancanza di trasparenza dell’operato dell’agenzia.
 
In questi termini, il Movimento Consumatori sta valutando di dar corso ad una class action contro l’agenzia ed invita tutti coloro che hanno ricevuto la notifica della citazione a non pagare alcunché.
 
Per informazioni: chiamare il numero verde 800.178.950 (lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 13.30) oppure inviare una mail a verona@movimentoconsumatori.it indicando nell’oggetto: Obiettivo Europa; per fissare subito un appuntamento, chiamare il numero 045.59.52.10 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00).
 

Energia. Consumatori: "Stop a contratti truffa, vittime siano risarcite"

Energia: Stop ai contratti truffa. I cittadini vittime di questa pratica commerciale scorretta dovranno essere risarciti


Ogni giorno centinaia di cittadini denunciano alle Associazioni dei Consumatori truffe o gravi disservizi nel mercato dell’energia e del gas.


Di questo si è discusso stamattina nell’ambito della conferenza stampa organizzata da Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.

Sono stati oltre 120.000 i reclami presentati alle Associazioni dei Consumatori e allo sportello di Acquirente Unico relativamente ai disservizi ed alle truffe che vedono coinvolte quasi tutte le società di vendita di elettricità e gas nel 2011. L’avvio del 2012 conferma questo trend.

Contratti attivati con firme apocrife, con firme contraffatte e falsificate, causati dall’affidamento delle campagne acquisti a promotori esterni, che agiscono verso i cittadini con aggressività e, molte volte, con pratiche commerciali scorrette, ma non solo errori “seriali” di fatturazione, mancate letture e conguagli stratosferici in bolletta assieme alle doppie fatturazioni, non riconoscimento dei recessi effettuati entro i termini, mancata attivazione del Bonus energia e gas agli aventi diritto, e tanti altri guai.

È una situazione insostenibile che sta ostacolando fortemente la concorrenza nel nuovo mercato dell’energia, rendendola poco credibile.

Buona parte delle aziende dell’energia e del gas, sorde a tutte le denunce rivolte nei loro confronti in questi anni stanno incrinando le relazioni con le Associazioni dei Consumatori.

È necessario che le aziende diano segnali in tempi rapidissimi di un cambio di rotta e facciano pulizia nei confronti di quelle agenzie a cui si affidano per procacciare contratti che rovinano la reputazione delle aziende stesse e del mercato.

Per questo abbiamo chiesto all’AEEG (che a giorni adotterà un provvedimento) di introdurre, un nuovo sistema che preveda l’erogazione di una forma di indennizzo o compensazione a favore dei clienti vittime di un contratto truffa. Infatti, solo con un deterrente economico a carico delle aziende di vendita si può disincentivare tali pratiche.

Per far cessare il fenomeno delle pratiche commerciali scorrette o ingannevoli abbiamo proposto all’Autorità (oltre a misure preventive e ripristinatorie e con veloce rientro senza oneri per le vittime dei contratti truffa), di adottare delle misure obbligatorie per tutti gli operatori che si avvalgono di agenti promotori o di telemarketing con l'invio di una lettera di benvenuto  a cui deve seguire  una necessaria conferma scritta, di adesione, da parte del cliente.

Nella lettera di benvenuto deve  esserci un riassunto delle principali caratteristiche del nuovo contratto, le circostanze in cui sarebbe stato proposto/sottoscritto,  le condizioni economiche applicate e deve dire chiaramente che si sta cambiando il fornitore di energia.

Così il consumatore, eventualmente ignaro di aver attivato un nuovo contratto, viene informato e gli è dato modo di intraprendere, in caso di contratto truffa, le azioni a propria tutela.

Le Associazioni dei Consumatori chiedono, inoltre, all’Antitrust che utilizzi tutti i mezzi a propria disposizione per contrastare questo odioso fenomeno, per difendere i cittadini e per ripristinare una concorrenza corretta del mercato dell’energia.

Come Associazioni ci attiveremo per promuovere cause pilota nelle città in cui avvengono i casi più gravi. Inoltre promuoveremo una campagna informativa di prevenzione a favore delle categorie dei cittadini più a rischio truffe o attraverso assemblee pubbliche sul territorio nazionale.

Per offrire maggiore assistenza ai cittadini le Associazioni dei Consumatori hanno messo a disposizione una rete di 45 sportelli e un n° verde 800 821212 con il Progetto "Energia: Diritti a Viva Voce”.
 

Che cos'è lo "Sportello del Consumatore"?

E’ un ampio progetto di comunicazione e interazione sociale promosso dalla Regione Veneto e cofinanziato dal Ministero delle Attività Produttive, dalla Regione e dalle associazioni stesse.

Esso mira a coinvolgere i Consumatori-utenti dell’intero territorio regionale grazie all’attività integrata delle associazioni dei consumatori venete aderenti, le quali per l’occasione collaborano al conseguimento di un unico obiettivo: l’assistenza, la tutela e l’informazione sui diritti dei Cittadini, per una migliore qualità di vita.

L’iniziativa, infatti, consiste nel fornire in maniera coordinata e capillare una serie di servizi di consulenza e divulgazione su temi e problematiche tipiche del “consumerismo”, servizi facilmente accessibili grazie al gran numero d’uffici e punti d’ascolto che tali associazioni offrono su tutto il territorio regionale. Di fatto si creerà una rete interattiva, per cui anche il singolo consumatore che segnali un disservizio, contribuirà alla crescita dello “Sportello”.

Non mancheranno, poi, le attività indipendenti delle singole associazioni, sulle quali i consumatori potranno via via aggiornarsi rivolgendosi direttamente agli sportelli coinvolti.

Quali sono gli obiettivi dello "Sportello"?

Gli obiettivi dello sportello sono:
 
  • Informare i Consumatori riguardo ai loro diritti attraverso un’ampia opera di divulgazione, il potenziamento delle attività di consulenza, momenti di approfondimento di diverse tematiche in materia di consumo;
     
  • Raccogliere i suggerimenti e le segnalazioni dei Consumatori circa esigenze e problemi a loro causati da produttori e fornitori di beni e servizi;
     
  • Offrire assistenza in caso di contenzioso, prestando particolare attenzione allo sviluppo di procedure di conciliazione e strumenti di risoluzione stragiudiziali.
     

A chi è destinato lo "Sportello"?

A TUTTI!

Non esiste uno specifico destinatario, poiché tutti noi siamo dei “consumatori” e abbiamo il diritto di essere informati e rispettati in quanto tali, ma anche il dovere di operare un consumo “consapevole”.

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