Guide
Conoscere per Scegliere:
Consigli utili per un acquisto consapevole
Presentazione
Nell’ambito del programma di educazione al consumo, il Movimento Consumatori ha predisposto questa “GUIDA” che si propone di orientare i consumi, indirizzandoli al miglioramento della qualità e della salute.
L’obiettivo è di rendere consapevole il consumatore che, scegliendo in modo critico determinati prodotti alimentari anziché altri, può condizionare il “mercato” ed evitare di farsi condizionare, come succede oggi spesso.
Un consumo critico e consapevole può essere, infatti, molto importante per poter indurre le Imprese produttrici, piccole o grandi che siano, ad immettere sul mercato ciò che vuole il consumatore a tutela della propria salute e non ciò che soddisfa solo gli interessi commerciali !
La diffusione di quest’opuscolo potrà, quindi, incrementare uno stile consapevole e critico nel cittadino, che sarà in grado di scegliere prodotti più confacenti alle proprie esigenze offerti da produttori più
“trasparenti”.
Il potere del consumatore
Il consumatore ha, potenzialmente, un potere enorme: quello di poter condizionare, con le sue scelte, il mercato.
Oggi purtroppo, nella realtà, non è così poiché il consumatore è spesso condizionato dalla fretta e dalla non conoscenza, dalla pubblicità martellante e dagli organi d’informazione che, spesso, hanno padroni comuni.
Il potere economico delle multinazionali prevale ormai sugli interessi sociali ed ambientali, oltre ad incidere sulla politica dei Governi.
La stessa Organizzazione Mondiale del Commercio concede priorità a
considerazioni commerciali e di mercato rispetto a qualsiasi altro valore.
Le leggi, le norme e le regolamentazioni locali, create per sostenere gli interessi e la tutela di lavoratori, consumatori, ambiente, salute, sicurezza, diritti umani ed altri interessi non legati al profitto, sono sottoposte al principio della minor limitazione possibile al mercato. Quasi mai succede il contrario.
Quando il cittadino si renderà conto che, compiendo scelte oculate, potrà egli stesso condizionare il mercato, avremo un cambiamento epocale: l’industria sarà “costretta” a produrre ciò che chiede il consumatore e non a far consumare cosa produce.
L’esigenza di rivedere i modelli di consumo, indirizzandoli al miglioramento della qualità e della salute, tenendo sempre in considerazione ambiente e diritti dei lavoratori, comporta il necessario sviluppo di forme di consumo critico ed etico.
Il Movimento Consumatori ritiene essenziale orientare il proprio impegno in questo ambito, procedendo di pari passo nel settore dell’educazione al consumo e della salute, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare.
È fondamentale che il consumatore sia pienamente consapevole di cosa acquista; per poter scegliere dovrà prima di tutto essere informato ed esigere di conoscere tutte le caratteristiche di quel prodotto: la provenienza, la qualità, i metodi di lavorazione, i costi sociali ed ambientali sostenuti, la sicurezza, ecc.
Proprio per questo motivi, alcuni produttori non vogliono arrivare alla completa trasparenza, a far conoscere tutta la filiera alimentare cioè la carta d’identità del prodotto.
Rintracciabilità dell'intera filiera
L’obiettivo principale della nostra associazione consiste nel valorizzare alcuni prodotti alimentari, in virtù della loro sicurezza e delle loro qualità nutrizionali ed organolettiche, elementi indispensabili per un’alimentazione favorevole alla salute, al territorio, all’ambiente, alla società.
Per acquistare consapevolmente un determinato prodotto, è necessario conoscerne tutte le caratteristiche, i procedimenti di produzione e/o di trasformazione e poi, fondamentale, è poterlo riconoscere.
Come ?
Mediante una corretta informazione e con un’idonea etichettatura.
E’ inutile, infatti, sapere che sul mercato esiste un prodotto genuino, di qualità, sicuro, prodotto localmente, e poi non trovarlo sul “mercato” o non essere in grado di riconoscerlo.
Nella produzione e nella trasformazione occorre privilegiare chi fa poco uso di fitofarmaci e di additivi, per arrivare ad un prodotto “finito” senza troppa chimica.
Anche il prezzo deve essere considerato; un prezzo troppo basso è quasi sempre indice di poca qualità, mentre un prezzo troppo alto deve poter essere controllato.
Vi è ancora troppa differenza tra il prezzo che viene offerto all’agricoltore e quello di vendita al pubblico al “mercato”.
Quanti passaggi vengono effettuati ?
Chi è che decide il prezzo?
Il consumatore deve essere riconosciuto come parte interessata in tutte le fasi di lavorazione, non solo quando deve acquistare.
La “RINTRACCIABILITA’” è la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione (reg. CE n. 178/2002, in vigore dal 1° gennaio 2005).
Una buona etichetta, quindi, dovrebbe fornire tutta una serie di dati che ci consentano di conoscere la storia di ogni alimento.
E’ necessario che il consumatore, nell’acquistare un prodotto, sia più vigile e attento mettendo in pratica un acquisto “critico" e "ragionato", privilegiando i prodotti con chiare e complete informazioni, tralasciando invece di acquistare quelli che non consentono di valutare la tanto decantata “tracciabilità”.
Gli unici strumenti a disposizione del consumatore per cambiare le regole del gioco ed essere protagonista del mercato sono quelli del “consumo consapevole” e del “non consumo ”.
Il “BOICOTTAGGIO” o “NON CONSUMO” sono mezzi drastici, da attuare nei confronti di alcune Aziende per far cambiare loro comportamenti, in particolare sullo sfruttamento dell’ambiente, sulle condizioni di lavoro, sul lavoro minorile, sulla pubblicità ingannevole, su vendite irresponsabili, sulla mancanza di sicurezza, ecc.
Il “CONSUMO CONSAPEVOLE” è invece un metodo da applicare sempre e con costanza.
Dobbiamo cercare di modificare le nostre abitudini negli acquisti e non farci condizionare solo dalla pubblicità o dall’aspetto esteriore del bene, imparando a scegliere con cura, in base a precisi elementi relativi alla qualità, al costo, alla storia del prodotto, al comportamento dell’impresa, alla trasparenza dell’etichetta, ecc.
Se riuscissimo tutti insieme a fare ciò, riusciremmo sicuramente a condizionare il mercato. Le Imprese, anche non volendo, vedendo diminuire le vendite, capirebbero che occorre cambiare rotta e comincerebbero a produrre ciò che vogliamo.
Partendo da questi concetti preliminari, vogliamo dare alcuni consigli che potranno essere utili al consumatore più attento e che potranno essere diffusi facilmente fra amici, parenti, conoscenti.
Conoscere per scegliere
- Leggete sempre le etichette; in particolare occorre sapere che: gli ingredienti sono elencati in ordine di peso decrescente; la data di scadenza è la data entro la quale il prodotto va consumato; il termine minimo di conservazione è la data fino alla quale il prodotto conserva le sue proprietà;
- Scegliete prodotti con la più distante data di scadenza e di conservazione.
- Scegliete prodotti che abbiano pochi additivi chimici, quali conservanti, conservanti, etc.
- Scegliete prodotti che abbiano specificati i grassi contenuti; non fidatevi della dicitura generica “grassi vegetali” in quanto alcuni grassi vegetali tropicali (cocco, palma, salmisti, ecc...) sono ben peggiori dei grassi animali;
- Privilegiate chi utilizza un’ etichettatura volontaria supplementare; è indice di maggior trasparenza;
- Preferite bottiglie di vetro anziché di plastica;
- Preferite confezioni con imballaggi ridotti e con materiale riciclabile;
- Nell’acquisto di prodotti sfusi ricordatevi che le merci devono essere vendute al netto della tara;
- Privilegiate i prodotti meno pubblicizzati; la pubblicità non è sempre sinonimo di qualità.
Decalogo della sicurezza alimentare e della qualità "totale"
Il consumatore, negli ultimi tempi, è sempre più disorientato; da un lato sente
parlare di qualità, di sicurezza, di garanzie, di controlli; dall’altro scopre, sovente, sofisticazioni, frodi alimentari, utilizzo di estrogeni e mangimi vietati, residui di diossina nei polli, ecc.
Occorre quindi ristabilire la fiducia del consumatore, e poi cercare di mantenerla.
Occorre perciò garantire sicurezza e qualità negli alimenti.
Ma cosa vogliono dire sicurezza e qualità?
Un termine comune di sicurezza è che un alimento non deve provocare danni e non avere in se il rischio di produrre inconvenienti alla salute. Ma “sicurezza” non significa solamente limitarsi alla sicurezza igienica, fisica, chimica, o biologica, si deve anche fare in modo di assicurare quella nutrizionale, cioè assicurare l’assunzione di sostanze nutritive essenziali e nel contempo evitare effetti nocivi per la salute, tra cui anche effetti anti-nutritivi.
Vediamo quali sono i fattori della sicurezza, che sono anche fattori di qualità.
Condizioni IGIENICO - SANITARIE
Esse devono essere garantite in tutte le fasi: produzione, trasformazione,
conservazione, distribuzione, ristorazione.
Vi è certamente più sicurezza nelle grandi e medie aziende, che applicano
scrupolosamente le norme di autocontrollo (HACCP) e delegano ad altri alcuni controlli esterni; meno nelle piccole, nella ristorazione pubblica, nelle mense, in casa.
Il pericolo maggiore viene proprio dalla nostra cucina. Spesso avvengono
interruzioni della catena del freddo, uso improprio di alcuni alimenti, uso di
contenitori inadatti, contaminazioni da contatto, ecc.
Metodi di PRODUZIONE
Occorrerebbe arrivare ad avere solo allevamenti estensivi, utilizzo di mangimi controllati, coltivazioni con metodi di lotta integrata o biologica, procedimenti artigianali di trasformazione, prodotti DOC, DOCG, DOP, IGP e Prodotti Tradizionali o prodotti con precisi disciplinari.
Occorrono produzioni che rispettino sempre l’ambiente, il benessere animale e le condizioni di lavoro.
Assenza di CONTAMINANTI e RESIDUI INDESIDERATI
Intendiamo assenza completa di: medicinali veterinari, pesticidi, fitofarmaci, p.c.b., o.g.m., metalli pesanti, contaminazione ambientale, ecc. e di tutti gli additivi chimici.
Caratteristiche NUTRIZIONALI
Qui esiste una netta separazione tra grande produzione industriale e produzione artigianale. Questo è il punto dolente della sicurezza nutrizionale. Talvolta nella grande Industria, la qualità degli elementi utilizzati, l’utilizzo di grassi ed oli di basso costo, di scarti di lavorazioni o sottoprodotti, l’utilizzo sempre più massiccio di additivi chimici, aromatizzanti, coloranti, addensanti, coadiuvanti tecnologici, rendono la sicurezza nutrizionale molto precaria.
ETICHETTATURA
Altro punto dolente.
Per ristabilire la fiducia del consumatore, occorre un’etichettatura completa di tutta la filiera in modo da far conoscere e riconoscere i prodotti e poter permettere scelte consapevoli. Occorre conoscere pertanto la composizione completa di tutti gli ingredienti, i metodi di lavorazione, di conservazione e l’uso più idoneo.
Occorrerebbero, in mancanza di normative, etichettature volontarie.
Stanno nascendo giustamente molti consorzi a garanzia e tutela del consumatore, ma troppo spesso sono solo parole; continuano a non esserci la tracciabilità e controlli effettuati da enti esterni.
ANALISI e CONTROLLI
I controlli eseguiti dalle aziende e gli autocontrolli sono senza dubbio efficaci e sufficienti.
I controlli della Sanità pubblica sono invece, insufficienti; se ne fanno troppo pochi, specialmente in alcuni settori.
Il numero di laboratori è troppo limitato. Vi sono in uso pesticidi ancora non del tutto valutati o addirittura sconosciuti alla Sanità pubblica.
Occorrerebbe anche poter valutare il rischio dell’assunzione per lungo tempo e la sommatoria di pesticidi e di additivi; anche per quanto riguarda l’uso di estrogeni, ne conosciamo solo una parte. Consideriamo inoltre che alcuni allevatori utilizzano cocktail di più sostanze, tutte al minimo consentito.
Oggi c’è ancora troppa confusione.
INFORMAZIONE al CONSUMATORE
Occorrono informazioni più dettagliate sulla dieta equilibrata, sulla qualità dei prodotti e sugli ingredienti. Occorrerebbe anche conoscere sempre gli esiti di tutti i controlli effettuati.
La certezza dei controlli e conoscerne i risultati, è fondamentale.
Il consumatore deve essere riconosciuto come parte interessata, a tutti gli effetti, non solo quando deve consumare.
Occorrerebbe anche più informazione su quella parte di popolazione più a rischio come donne in gravidanza, bambini in tenera età, anziani, persone con intolleranze alimentari, allergie, o sensibilità a qualche ingrediente.
PREZZO
Anche il prezzo deve essere determinante nelle scelte del consumatore; un prezzo troppo basso è quasi sicuramente indice di scarsa qualità e di carente sicurezza.
Caratteristiche ORGANOLETTICHE
L’aspetto del prodotto, il gusto, l’odore, il colore, la consistenza, la palatabilità, sono elementi determinanti per la qualità di un prodotto.
Queste qualità sono spesso presenti anche in prodotti industriali, molto appetibili, ma con poche qualità nutrizionali, rendendone difficile la distinzione.
Tradizioni e diversità
Occorre valorizzare sempre le tradizioni, riscoprire la cucina popolare ed esaltare le diversità; occorre lottare contro l’omologazione di tutto.
Prodotti da agricoltura biologica
Per legge il termine “da agricoltura biologica” può essere utilizzato per prodotti coltivati senza l’impiego di antiparassitari e concimi chimici, ma utilizzando esclusivamente concimi e antiparassitari naturali.
In base al Decreto Legislativo n. 220 del 1995, esistono organismi, autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che vigilano sul rispetto dei metodi di agricoltura biologica e sull’osservanza degli obblighi previsti dal Regolamento CEE 2092/91.
Sull’etichetta di un prodotto biologico è necessario che compaia la scritta “da agricoltura biologica – Regime di controllo CE”, oltre al Codice del produttore e dell’organismo di controllo.
Inoltre è possibile apporre in etichetta il
Marchio europeo per il biologico
Gli operatori possono usare tale logo su base volontaria.
L'utilizzazione del logo implicherà comunque che i prodotti da esso contraddistinti siano stati assoggettati, in ogni fase della produzione, della preparazione e della
commercializzazione, ad un regime di controllo attuato sotto la responsabilità degli Stati membri, che garantisce il rispetto dell'autenticità dei prodotti e del disciplinare relativo al metodo di produzione biologico.
Gli organismi nazionali autorizzati sul territorio nazionale sono:
Suolo & Salute s.r.l.
ICEA – Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale
IMC – Istituto Mediterraneo di Certificazione
Bioagricert
CCPB – Consorzio Controllo Prodotti Biologici
CODEX s.r.l.
Q.C. & I. InternationalServices
Ecocert Italia
BIOS
Eco System International Certificazioni s.r.l.
BIOZOO s.r.l.
ICS – Control System Insurance s.r.l.
ABC – Fratelli Bartolomeo s.s.
e, per la sola Provincia Autonoma di Bolzano:
BIOZERT (IT-BZT), INAC (IT-INC), IMO (IT-IMO), QC&I – GMBH (IT-QCI).
ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (O.G.M.)
I CIBI TRANSGENICI, introdotti a partire dagli anni settanta, hanno influenzato numerosi settori della nostra vita: scientifico, sanitario, ambientale, etico, alimentare, giuridico ed economico.
Considerando che i diritti fondamentali dei consumatori sono la SICUREZZA, l’INFORMAZIONE, la LIBERTA’ di SCELTA e la POSSIBILITA’ di ESSERE ASCOLTATI, affrontiamo soprattutto l’aspetto della libertà di scelta e della tutela della salute.
Libertà di scelta
I cibi transgenici devono essere riconoscibili come tali, affinché il consumatore possa scegliere se comprarli oppure no.
Per poterli riconoscere occorre però un’etichettatura chiara su tutti gli alimenti che li contengono, sia come prodotti principali che sotto forma di derivati, coadiuvanti, additivi, aromi, mangimi per animali ecc.
L’etichetta che indica la presenza di prodotti OGM negli alimenti destinati alle persone ed agli animali, è divenuta obbligatoria con l’entrata in vigore dei Regolamenti CE 1829 e 1930 del 2003. La nuova normativa prevede l’obbligo per gli operatori alimentari di trasmettere e conservare per cinque anni le informazioni concernenti la presenza di OGM.
Tale presenza non deve essere segnalata in etichetta se è inferiore allo 0,9 % per gli OGM autorizzati dalla UE ed inferiore allo 0,5 % per i non autorizzati; per tale percentuale, eventualmente presente, deve però essere dimostrata la natura accidentale.
Tutela della salute
Non avendo ancora, la scienza, eliminato tutti i dubbi sulla possibile nocività degli O.G.M. sulla salute, ci appelliamo al PRINCIPIO DI PRECAUZIONE che la Commissione Europea ha adottato nell’intervento del 2 febbraio 2000.
In sostanza un prodotto non deve esser immesso sul mercato se non si sa per certo che non è dannoso. Attualmente, invece, lo si immette fino a quando viene provato che è dannoso. Un’inversione di tendenza sacrosanta che auspichiamo sia adottata sempre in futuro.
I prodotti della solidarietà
FAIRTRADE è il nuovo marchio che unifica tutte le organizzazioni di certificazione a livello internazionale, nell’ambito del commercio equo.
Sono sempre di più i consumatori del Primo Mondo che si chiedono cosa o chi c'è dietro il prodotto che acquistano e molte ricerche di mercato indicano che stanno aumentando coloro che sono disposti anche a spendere qualcosa in più per una tazza di tè o di caffè veramente "buona".
Il consumatore attento chiede qualità e “Fairtrade – TransFair” è il marchio di prodotti di qualità, non di palliativi per la coscienza.
Il consumatore vuol esser certo che il suo acquisto si traduca in un beneficio concreto per il produttore ed il marchio ne pone un sigillo su questa certezza.
Attualmente sul mercato italiano si trovano i seguenti prodotti a marchio FAIRTRADE-TRANSFAIR: Cacao, Cioccolata, Caramelle, Miele, Succo di arancia, Banane, Ananas, Caffè, Zucchero, Tè.
L’importanza di una dieta sana ed equilibrata
La dieta deve assicurare al nostro organismo - oltre alle proteine, i grassi, i carboidrati e l’energia da essi apportata - anche altri nutrienti indispensabili, quali l’acqua, le vitamine ed i minerali.
La dieta deve inoltre fornirci particolari aminoacidi (presenti nelle proteine) ed alcuni acidi grassi polinsaturi (presenti nei grassi). Queste sostanze, infatti, così come le vitamine ed i minerali, sono definite “essenziali” proprio perché l’organismo non è capace di “costruirsele” da solo; quindi ce le dobbiamo assicurare attraverso gli alimenti.
E’ bene ricordare però che non esiste, né come prodotto naturale né come trasformato, l’alimento “completo” o “perfetto” che contenga tutte le sostanze indicate nella giusta quantità e che sia quindi in grado di soddisfare da solo le nostre necessità nutritive. Di conseguenza, il modo più semplice e sicuro per garantire, in misura adeguata, l’apporto di tutte le sostanze nutrienti indispensabili, è quello di variare il più possibile le scelte e di combinare opportunamente i diversi alimenti.
Variare sistematicamente le scelte significa anche ridurre un altro rischio che può derivare dall’ingestione ripetuta e continuativa sia di sostanze estranee eventualmente presenti, sia di composti “antinutrizionali” in essi naturalmente contenuti.
Diversificare le scelte alimentari attenua questi rischi potenziali ed assicura una maggior protezione dello stato di salute, perché favorisce non soltanto un più completo apporto di vitamine e di minerali, ma anche una sufficiente ingestione di alcune sostanze naturali che svolgono in vari modi una funzione protettiva per l’organismo: ad esempio, quelle sostanze antiossidanti che sono largamente presenti negli alimenti vegetali.
Per realizzare una dieta completa ed adeguata, sarà sufficiente assumere giornalmente tutti i gruppi di alimenti, variando abitualmente le scelte nell’ambito di ciascun gruppo, come si può desumere dalla
Piramide della salute
I Sette Diritti dei Consumatori
Come conoscere, difendere e tutelare i nostri diritti di consumatori e di utenti
- Diritto alla tutela della salute
- Diritto alla sicurezza ed alla qualità dei prodotti e dei servizi
- Diritto ad un’adeguata informazione e ad una corretta pubblicità
- Diritto all’educazione al consumo
- Diritto alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi
- Diritto alla promozione ed allo sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e gli utenti
- Diritto all’erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza